La divisione della dipendenza, come processo a fasi, permette di comprendere al meglio il passaggio dall’inizio della dipendenza, caratterizzato da un aumento di dopamina, all’uso ripetuto e compulsivo della sostanza che invece provoca il reclutamento graduale della corteccia prefrontale.
- Fase di abbuffata: gli effetti delle droghe, come la ricerca della sostanza e lo sviluppo della salienza incentivante (ovvero, la motivazione per i premi derivati sia dal proprio stato fisiologico sia dalle associazioni precedentemente apprese su un indizio di ricompensa), attivano il circuito della ricompensa che causa aumenti nel rilascio di dopamina. La dopamina ha una duplice funzione: avvisare l’organismo della comparsa di stimoli salienti e promuovere quindi un apprendimento e, avvisare l’organismo della presenza di un evento familiare sulla base di associazioni apprese in precedenza da stimoli ambientali che predicono l’evento.
- Fase di astinenza/influenza negativa: è costituita da elementi motivazionali chiave, quali irritabilità cronica, dolore emotivo, malessere, alessitimia e perdita di motivazione per le ricompense naturali. In questa fase, caratterizzata dall’aumento degli stati emotivi negativi e con risposte disforiche, troviamo una forte riduzione della funzione della componente dopaminica del sistema di ricompensa, mentre si osserva il reclutamento di neurotrasmettitori da stress cerebrale, come la corticotropina e la dinorfina. Dunque, in un tossicodipendente durante la fase disforica, che si verifica quando si riscontra una diminuzione della scarica delle cellule dopaminergiche nel circuito di ricompensa, quando la sostanza viene diminuita, o quando gli effetti della droga scompaiono, il circuito di ‘anti -ricompensa’ risulta iperattivo. La combinazione di diminuzioni della dopamina nel circuito di ricompensa e gli aumenti dei neurotrasmettitori di stress sono un potente fattore scatenante di rinforzo negativo che contribuisce al comportamento compulsivo e alla dipendenza da droghe.
- Fase di preoccupazione: si caratterizza da modificazioni funzionali delle regioni prefrontali coinvolte nei processi esecutivi quali le capacità di autoregolazione, i processi decisionali, la flessibilità nella selezione e l’attuazione dell’azione, l’attribuzione della salienza (assegnazione del valore) e il monitoraggio dell’errore. L’alterazione delle regioni della corteccia prefrontale può contribuire allo sviluppo della brama, dell’uso compulsivo della sostanza, alla presenza dei sintomi caratteristici della tossicodipendenza e della mancata consapevolezza della malattia.
Quindi riassumendo, abbiamo visto come, le tre fasi della dipendenza si caratterizzano per aspetti chimici, strutturali e manifestazioni comportamentali differenti.
© Copyright| Psicologa| Dott.ssa Maddalena Manca